Terapia

L’unica misura di difesa applicabile nel caso di presenza della malattia è l’immediata distruzione con il fuoco delle piante infette fino al completo incenerimento.

Quindi è di fondamentale importanza mettere in atto misure di difesa essenzialmente preventive particolarmente valide per le regioni dove la malattia non è presente. Tali misure sono:

–  uso di materiale di propagazione sano, prodotto in aree esenti dalla malattia o dove la batteriosi sia sotto stretto controllo. ‘ Prima di acquistare tale materiale è necessario accertarsi sempre che sia accompagnato dal passaporto “ZP”, in quanto l’Italia è considerata attualmente “zona protetta” nei confronti di questa malattia, (ai sensi del D.Lgs 214/2005) e dal documento di commercializzazione (ai sensi del D.M. 14.4.98). Questi documenti costituiscono garanzia di controllo dei materiali di propagazione nel luogo della loro produzione;

– controllo visivo costante delle piante nei frutteti di pomacee e nei vivai al fine di individuare tempestivamente i primi focolai d’infezione avvertendo immediatamente il Servizio Fitosanitario Regionale che provvederà agli accertamenti del caso. E’ molto importante, inoltre, tenere sotto controllo la situazione fitosanitaria delle piante ospite vicine;

– limitazione delle concimazioni primaverili azotate ed effettuare irrigazioni equilibrate in modo da evitare l’eccessivo sviluppo vegetativo e così abbassare notevolmente il pericolo di un’infezione di Colpo di Fuoco Batterico;

– effettuazione delle potature “al bruno”, nella fase di pieno riposo, quando le condizioni ambientali sono sfavorevoli alle infezioni. Tali potature devono essere effettuate con strumenti debitamente disinfettati (con sali di ammonio quaternario alla dose di 1 g/l di benzalconio cloruro) e i tagli più grandi accuratamente protetti con mastice;

– difesa chimica di tipo preventivo a base di prodotti rameici (poltiglia bordolese, ossicloruro e

idrossido di rame). Questi trattamenti, che possono solo contenere la malattia e non sono risolutivi, vanno effettuati in prefioritura, specie dopo eventuali grandinate e gelate tardive, al fine di ridurre il livello di inoculo batterico e prevenire le infezioni fiorali.

In considerazione dei gravissimi danni che questa batteriosi può causare su numerose piante da frutto ed ornamentali, il nostro Paese ha adottato un decreto che impone misure di lotta obbligatoria (Decreto

10/9/99, n.356) che si riassumono di seguito:

–    il Servizio Fiitosanitario Regionale esercita il controllo del territorio della regione attraverso una rete di monitoraggio al fine di rilevare focolai iniziali di Colpo di Fuoco Batterico e poter adottare tempestivi interventi eradicanti. Questa rete, approntata fin dal 1991, è costituita da una serie di punti di controllo distribuiti lungo alcuni itinerari posti in corrispondenza delle vie di comunicazioni più importanti della regione. Questi punti sono costituiti da piante spontanee tra quelle ospiti della batteriosi, da vivai di piante ornamentali e da frutto e da frutteti di pomacee e vengono controllati mediante ispezioni ufficiali due volte l’anno nei periodi maggio-luglio e settembre-ottobre;

–    se viene accertata la presenza di un focolaio primario di Erwinia amylovora, il Servizio Fitosanitario Regionale dichiara immediatamente contaminata l’area interessata dalla malattia disponendo la distruzione di ogni pianta visibilmente infetta e delle piante limitrofe ospiti asintomatiche. Tutto ciò è a cura e spese dei proprietari dei terreni contaminati e deve essere attuato sotto il controllo degli ispettori del Servizio Fitosanitario Regionale. Tale distruzione deve avvenire accatastando le piante infette nel punto di estirpazione, o in area limitrofa, e bruciandole fino al completo incenerimento;

–    il   Servizio   Fitosanitario  Regionale,  istituisce   attorno   ai   focolai   una   “zona   di   sicurezza” dell’estensione  di  circa  3,5  chilometri  quadrati  (raggio  di  almeno  1  km),  che  ispeziona accuratamente nel resto della stagione ed in quella successiva al fine di accertare l’eventuale presenza di altri sintomi della malattia. Ogni pianta o parte di pianta con sintomi sospetti di Colpo di Fuoco deve essere immediatamente estirpata e distrutta. L’asportazione di parti infette deve essere effettuata con taglio ad almeno 40 centimetri dal limite visibile della lesione;

–  per un periodo di un anno dal momento dell’accertamento della malattia è vietato trasportare fuori dalla “zona di sicurezza” materiale vegetale di piante ospiti di E. amylovora (compresi polline, frutti e semi) e mettere a dimora in tali zone piante ospiti di questo batterio, senza la preventiva autorizzazione del Servizio Fitosanitario Regionale. E’, inoltre, vietato lo spostamento degli alveari, nei periodi a rischio, dalle “zone di sicurezza” verso le zone ancora indenni. Tali periodi a rischio e le aree interessate al divieto saranno determinati annualmente dal Servizio Fitosanitario Regionale.